Rassegna stampa



Anziani coniugi uccisi In manette 4 ragazzi

CASTELLAMMARE DEL GOLFO (Trapani) . Sono stati uccisi perche' avevano riconosciuto uno dei rapinatori, Salvatore Gargagliano e Concetta Di Bartolo, i due anziani coniugi strangolati in casa giovedi' notte. In manette sono finiti Filippo Liparoto, 22 anni, Francesco Santoro, 31, Vincenzo Pecora, 27, e F. C., 16. Due ore dopo la scoperta del delitto, gli inquirenti avevano fermato Liparoto. Quest' ultimo, infatti, due anni addietro aveva commesso un altro furto in casa dei coniugi ed era stato denunciato da Gargagliano. La notte del mortale agguato, il padrone di casa lo ha nuovamente riconosciuto tra i malviventi che lo aggredivano mentre con la moglie rientrava a casa dopo aver chiuso il bar tabaccheria nella vicina via Segesta. Vistosi scoperto, Liparoto avrebbe strangolato a mani nude, con Vincenzo Pecora, l' anziana coppia.

Due anziani coniugi strangolati in casa Si sospetta un ladro

CASTELLAMMARE DEL GOLFO (Trapani) . Strangolati. Cosi' sono stati assassinati Salvatore Gargagliano e la moglie Concetta Di Bartolo, 71 e 65 anni, nella loro casa di via Pasquale Calvi, a Castellammare del Golfo, grosso centro costiero del Trapanese. Il duplice omicidio e' stato scoperto ieri all' alba da un parente delle vittime, che ha subito dato l' allarme. I cadaveri sono stati trovati dagli investigatori della polizia riversi lungo le scale tra il pianterreno e il primo piano della palazzina di proprieta' delle vittime. Sul collo i segni delle dita serrate attorno alla gola. A essere ucciso per primo, stando ai rilievi medico legali, Salvatore Gargagliano, il cui volto riporta diversi ematomi, come se avesse ingaggiato una lotta furiosa con il suo assassino. Quindi e' stata la volta dell' anziana donna, molto probabilmente messa fuori combattimento con una precedente randellata in testa. La morte, secondo la ricostruzione degli investigatori coordinati dal vicequestore Francesco Accordino, risalirebbe a pochi minuti dopo le 22.30. Poco prima, infatti, i Gargagliano avevano chiuso il bar tabaccheria che gestivano in via Segesta, a pochi passi da casa, portando via l' incasso della giornata. L' assassino li aspettava nella penombra, sul pianerottolo del primo piano che aveva raggiunto dopo avere scassinato la veranda a vetri di un balcone ed essere penetrato nell' abitazione delle vittime. Aperta la porta d' ingresso, ha pazientemente atteso il loro rientro. Quindi l' aggressione, la lotta feroce, lo strangolamento. Una sola testimonianza, quella di un vicino che avrebbe riferito agli investigatori di avere udito l' urlo di una donna nella notte. Ma non ne sarebbero seguiti altri. Per questo motivo non si sarebbe preoccupato di dare l' allarme. Non si sa ancora se a commettere il duplice omicidio sia stata una sola persona. Sara' la polizia scientifica, in base ai rilevamenti sulle impronte digitali, a stabilirlo. L' ipotesi piu' accredita, al momento, e' quella della rapina. Salvatore Gargagliano e Concetta Di Bartolo sarebbero stati uccisi perche' , nel corso della colluttazione, avrebbero riconosciuto l' aggressore, il quale, per evitare conseguenze, avrebbe deciso di strangolarli a mani nude. Senza figli e con l' attivita' redditizia del bar tabaccheria, i Gargagliano disponevano di un' ingente fortuna. Lira dopo lira, secondo quanto accertato dagli inquirenti che sulla loro situazione patrimoniale hanno aperto un' indagine, avevano finito per accumulare un tesoro di cui dovrebbero essere beneficiari i nipoti. Sono escluse, fino a questo momento, le piste dell' estorsione e del delitto di mafia, anche se un fratello e un nipote di Salvatore Gargagliano (che non aveva precedenti penali) Lorenzo e Giuseppe, sono stati uccisi, il primo lo scorso anno e il secondo nell' 86, nell' ambito di vicende legate alle cosche locali.
Petta Giorgio
Pagina 15
(27 aprile 1996) - Corriere della Sera


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Fonte: Il Quarto Potere

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