Riflessioni


Trapani 10-02-2009
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Come tutti i cristiani, siamo chiamati a farci cirenei così da portare la croce della salvezza, sicuri che quando le forze ci abbandoneranno, sarà Gesù a farsi cireneo per noi, alleviando il nostro peso.
Durante il nostro esilio terreno, ad ogni sofferenza, dobbiamo affidarci alla volontà di Dio incondizionatamente e solo così vedremo le meraviglie di Dio che nella sua grande misericordia si farà nostra medicina

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Trapani 26-05-10
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La forza del perdono


Saper perdonare infonde tanto benessere nel Cristiano. Ricordando le parole del Padre nostro insegnateci dal nostro Signore Gesù: "Padre, perdona a noi i nostri debiti, come noi li perdoniamo ai nostri debitori", come posso io Cristiano non perdonare il male che ho ricevuto se per i miei errori mi rivolgo a Dio chiedendo la sua misericordia?
Riflettendo sul male che ho ricevuto da Filippo Liparoto, che preso dall'egoismo di chi è lontano da Dio, mi ha accusato ingiustamente di un delitto così atroce, facendomi condannare all'ergastolo sapendomi innocente, con molta serenità sono riuscito a perdonarlo e chiedo continuamente a Dio, nelle mie preghiere, di perdonarlo, affinché egli possa salvarsi quando sarà al suo cospetto. Filippo Liparoto ha causato tanta sofferenza, ha ucciso i coniugi Gargagliano con una crudeltà inaudita, e di questo dovrebbe chiedere perdono a Dio: se la sua richiesta sarà sincera il Signore nella sua infinita misericordia lo perdonerà.
Per quanto riguarda me è da 14 anni che metaforicamente mi uccide, ogni giorno insieme alla mia famiglia, facendoci vivere lontani e nella sofferenza, essendo conscio della mia sofferenza, ed oltre a chiedere perdono a Dio è nelle sue facoltà porvi rimedio.
Io dal canto mio l'ho già perdonato, e come scritto prima prego per lui e per la sua salvezza.
Molte volte mi meraviglio di me stesso, perché so che umanamente parlando è molto difficile perdonare chi ci offende, ma io con la grazia di Dio ci sono riuscito. Per Filippo Liparoto non riesco a provare odio, neanche nei momenti di rabbia, per lui provo soltanto pena e compassione, ed è per questo che nelle mie preghiere chiedo al Signore di aprire il suo cuore alla grazia, affinché possa rendersi conto che la salvezza è certa anche per i peccatori più incalliti, basta avere la volontà di mettere fine alla vita di peccatore e iniziare una nuova vita, illuminato dalla luce che guida nel retto cammino.
Io ringrazio Dio che mi fa da guida nel cammino della mia vita, anche quando il percorso stabilito mi dispiace, ma, come ho scritto tante volte, mi fido di Dio e faccio solo la sua volontà, per cui ad ogni tribolazione rispondo dicendo: "grazie signore".
Lo so che non è facile, ma ciò mi fa stare bene.

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Trapani 28.05.2010
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RIFLESSIONE SUL "SANTO ROSARIO"

Ho sentito e letto diverse e svariate opinioni in proposito a questa preghiera. Chi la giudica piena di parole, chi monotona al punto da far venire il sonno, chi non adatta ai tempi in cui viviamo e così via.
Nei vari messaggi che la Vergine Maria ha lasciato nei secoli ai veggenti, ho trovato l'esortazione a recitare il Rosario, ad attaccarsi a questa forma di preghiera da lei prediletta, perchè apre i cuori di chi la recita, rendendoli aperti alle grazie fatte dalla nostra Madre e Regina, e inoltre ci rende agguerriti contro le malizie del demonio. 
Osservavo spesso come venivano recitati i rosari in chiesa, e ora che sono in carcere, ascolto per radio, e mi sono reso conto che tutti offrono quello che hanno, poco o tanto che sia.
Sono portato a credere che sia l'intenzione, il tempo che si dedica, e la fede che nessuna parola della preghiera andrà persa, ma colta con amore di chi, conoscendo i nostri limiti e le nostre debolezze, aprirà i cordoni della divina misericordia, accogliendo le nostre richieste.
Ogniqualvolta prendiamo la corona in mano e ci disponiamo a recitare il Santo Rosario, la Madonna ci prende per mano teneramente, ed è bellissimo sapere che è al nostro fianco, e tra un ave e l'altra ci accarezza.
Quando invece recitiamo il Santo Rosario da soli, in funzione del tempo che abbiamo, possiamo inserire delle varianti, per esempio, leggere la pagina del Vangelo inerente al mistero e meditarlo, entrando umilmente nella vita vissuta dalla Madonna e da Gesù.
Possiamo anche inserire delle richieste particolari che ci rendono molto più attenti alla preghiera stessa, portando il nostro spirito in stretta comunione con la Trinità Beata accompagnati dall'intercessione di Maria Santissima.
Occorre umiltà nella preghiera, chi umilmente recita il Santo Rosario, affidandosi ai meriti di Gesù Cristo, non avrà mai timore di aver perso tempo, ma avrà la certezza di essere stato ascoltato.
Le grazie che si ricevono pregando il Santo Rosario, sono la certezza, la conferma che veniamo ascoltati, in particolare, se le nostre richieste sono in sintonia con la volontà del Signore nostro Dio.
Per cui invito coloro che leggeranno questa riflessione, a recitare il Santo Rosario possibilmente ogni giorno, perchè così ci invita la Madonna.
E' tanto attuale, tanto privilegiata questa preghiera, che il maligno manda avanti le sue schiere per sminuire nell'animo dei credenti l'ardore per questo atto di pietà.
Pregate, pregate con la corona in mano, arma decisiva per la battaglia tra il bene e il male: il bene vincerà il mondo, l'ha detto Gesù.


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VIVERE TRA FEDE E DETENZIONE

Essere detenuti,significa partecipare ad un evento della nostra vita,che in ogni caso ci obbliga ad una sosta, che sicuramente ci da modo di riflettere sul cammino che abbiamo fatto. Sia che ci troviamo in carcere per volontà propria,sia ingiustamente,non ci resta altro che lottare accettando l'evento costruttivamente.Innanzitutto per la nostra famiglia che ci ama e ci segue facendo sacrifici enormi per non farci mancare il loro sostegno,e anche per il nostro bene, al fine di uscire,dopo aver scontato la pena,migliori di prima.
Il problema principale che ci poniamo dopo l'ingresso nella struttura detentiva, è quello di sentirci utili a qualcosa o a qualcuno,per avere uno scopo,in questo periodo di sosta forzata. Bisogna avere degli impegni da assolvere per veder scorrere il tempo più velocemente,e nello stesso tempo sentirsi realizzati è un consiglio di poter dare a quanti leggeranno questo scritto; è quello di diventare volontari o più precisamente missionari.
Il modo più semplice per esserlo è quello di dedicarsi agli altri,aiutandoli in qualsiasi cosa che non sappiano fare.
Molte volte per aiutare qualcuno, non è necessario fare degli atti materiali, che magari per esigenze amministrative, non vengono consentiti dalla Direzione dell'Istituto, ma basta semplicemente instaurare con le persone bisognose, un dialogo sorreggendoli e confortandoli nei momenti difficili, e che non sanno risolverli autonomamente.
La maggior parte di noi è cattolica, o per adozione,avendo ricevuto una educazione religiosa in tal senso, o per scelta propria, ma qualsiasi religione professiamo la regola che regna in quasi tutte le culture della Fede, è la cultura dell'amore. Noi cattolici abbiamo ricevuto tra i molteplici insegnamenti,quello della preghiera instaurando un dialogo diretto con Dio. La preghiera è un mezzo per chiedere sinceramente il perdono dei nostri peccati e per fortificare la nostra Fede. Avere Fede significa credere fermamente che Dio, nostro Padre, un giorno ci giudicherà a seconda< dei nostri meriti o demeriti,e anche se compiamo molteplici sbagli, durante il cammino della nostra vita, l'esercizio della preghiera, per se stessi e per gli altri, è molto meritorio agli occhi di Dio. Ecco un altro modo di essere,missionari, e essere utile agli altri, basta pregare per tutti coloro che non sanno pregare, o non hanno la forza per farlo.
La nostra vita senza Dio, è come essere affetti da un male incurabile per il quale l'unica medicina è Dio. A tal proposito vi racconto una storia: Tanto tempo fa un Re chiamò a corte un suo sacerdote e gli chiese: " E' vero che anche se un uomo ha commesso cento omicidi può andare in Paradiso e avendo commesso un solo omicidio non può entrarvi?" Il sacerdote rispose: "Maestà, se voi prendete un sasso e lo mettete nell'acqua del lago, cosa succede?" Il Re rispose: va a fondo.
Il sacerdote riprese dicendo: " e se prendete cento sassi e li mettete su una barca, che cosa succede?" Allora il Re rispose: Rimangono a galla: Ecco disse il sacerdote, la barca in questo caso è Dio.
Se noi, pur avendo commesso una sola azione ingiusta, non ritorniamo a Dio, siamo come il sasso messo nell'acqua , quindi va a fondo, ma se pur avendo commesso molte azioni scellerate, ritorniamo a Dio, è come se mettiamo i sassi sulla barca e arriviamo sicuri alla meta desiderata.
Abbiate Fede vera e incondizionata, non siate fedeli solo per convenienza e non abbiate una Fede dettata solo dal luogo in cui ci troviamo, e vedrete molti frutti nella vostra vita, ve lo assicuro io,che sto subendo la privazione della libertà e, a costo di sembrare fuori dal mondo, vi dico che ho ritrovato la libertà dello spirito, navigando sulla barca di Dio.



AUGUSTA 01.09.2001

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