Esperienza di fede


Parrocchia San Giovanni Battista (Trapani)

La Conversione                                      

Ringrazio Dio nostro Padre per aver fatto nella mia vita, il miracolo della conversione prima che mi accadesse questa vicenda giudiziaria,perchè solo cosi' ho avuto la forza per portare la Croce.
Tutto è accaduto nel mese di Febbraio del 1993, mi sono recato presso la Parrocchia di S.Giovanni Battista in Trapani per ringraziare la comunità, che mi era stata accanto con la preghiera nel periodo in cui ero stato in carcere per il fallimento della finanziaria che gestivo in qualità di amministratore.
Quando sono arrivato stavano celebrando la S.Messa,pertanto in segno di rispetto, mi sono seduto insieme a mia moglie e mia suocera e ho assistito alla celebrazione con impazienza e non vedevo l'ora che finisse.
Fino a quel momento della mia vita ero un cattolico sol perchè lo erano anche i miei genitori,frequentavo la parrocchia solo nel caso in cui ero invitato a partecipare ad eventi come:matrimoni battesimi funerali ecc...
In poche parole mentre mi trovavo in quel luogo guardavo in continuazione l'orologio sperando che la celebrazione finisse il piu' presto possibile in modo tale che, ringraziavo la comunità e me ne andavo.
Il ministrante era Don Nicolò Stellino ed era conosciuto come un Parroco molto prolisso, e ho costatato che era la verità. Finalmente dopo qualche ora ha terminato la celebrazione ed io ho ringraziato Dio,potevo ringraziare tutti e cosi' me ne andavo, ma, fortunatamente, mi sbagliavo,infatti iniziò subito la preghiera di lode e ho notato con mia grande meraviglia che era una forma di preghiera del tutto nuova ai miei occhi e ancor di piu' alle mie orecchie, infatti in quella parrocchia c'è un gruppo di preghiera del Rinnovamento dello Spirito Santo e il loro modo di pregare consiste nell'ivocare lo Spirito Santo con preghiere e canti che francamente mi sorpresero,infatti mi convinsi che erano del tutto fuori di testa e per educazione e rispetto,dissi a mia moglie che era meglio andare via. Lei però per mia fortuna mi convinse a restare e io a malincuore la accontentai.
Dopo un pò accadde il miracolo mi ritrovai isolato da tutti come se ero da solo,non vedevo nessuno intorno a me e le mie orecchie si turarono. In quell'istante vidi Gesù che scendeva dalla Croce e veniva verso di me,quando arrivò,mi prese per mano e non appena sentii quel contatto,la mia mente fu attraversata da una miriade di fotogrammi che riassumevano la mia vita e riuscii a discernere il bene dal male accorgendomi che nelle mie azioni passate, il bene che avevo fatto era poca cosa rispetto al male e tutto ad un tratto scoppiai in lacrime. Coloro che erarno intorno a me, mi lasciarono piangere senza intervenire e dicevano a mia moglie che era un bene che mi sfogassi, subito dopo sentii un bisogno irrefrenabile di testimoniare a tutta la comunità,ciò che mi era successo e anche se non avessi mai visto nessuno che lo aveva fatto, come un automa mi indirizzai verso l'altare e dissi a tutti ciò che mi accadde quella sera.
Da quel momento la mia vita è cambiata in meglio,Don Nicolò Stellino è diventato il mio padre spirituale e sicuramente sono diventato un uomo migliore,oltre al fatto che ho ricevuto una forza, che alla luce di ciò che mi è successo, oserei definirla miracolosa .                                                                                   



Riflessione sui 72 discepoli mandati in missione

Il Signore ci invita ad essere suoi testimoni e non si può essere Cristiani senza essere testimoni di Cristo! Tutti noi dobbiamo essere missionari, portatori del messaggio che Dio ci ha affidato sin dal giorno del nostro battesimo. Non dobbiamo essere Cristiani indifferenti, dobbiamo testimoniare con tutte le nostre forze l'amore e la misericordia di Dio.
Il vangelo mi fa da guida  nel luogo in cui mi ritrovo, facendomi sentire uno dei 72 discepoli, inviato come agnello in mezzo ai lupi. il lupo dell'ignoranza, il lupo dell'odio, il lupo del razzismo, e mi sento fiero di combattere il male che regna all'interno del carcere, avendo come alleato fedele Gesù Cristo.
Esorto chiunque incontro a testimoniare con vera fede il Regno di Dio fatto di misericordia e amore.
Abbiamo ricevuto da Dio una vita da condividere con gli altri; più ci doniamo e più riceviamo e, se quello che riceviamo no corrisponde a ciò che abbiamo donato, ringraziamo il Signore per ogni delusione, perchè solo così i nostri nomi sono scritti nei cieli. L'eroismo dei figli di Dio è accettare le cose che ci scontentano!




La scarcerazione per errore 

Durante la pena non ho mai avuto momenti di sconforto perchè ricevo forza dalla fede in Dio e dal non dover rispondere alla mia coscienza, tranne una  sola volta: Era il 31.07.1997, mi trovavo in cella con un'altra persona e dopo essere ritornato dall'ora d'aria pomeridiana, sono caduto nello sconforto più totale perchè aspettavo l'esito della camera di consiglio presso il Tribunale del Riesame di Palermo, e non arrivava nulla, allora mi sono disteso sulla branda e ho cominciato ad inveire verso Dio, gli ho detto: Tu hai detto che non dai mai prove al di sopra della sopportazione, ora io non ce la faccio più, per cui entro stasera fammi uscire dal carcere vivo o morto hai capito! Il mio compagno di cella si era convinto che io fossi impazzito,però non diceva nulla, dopo un po mi sono calmato e ho preso in mano la Sacra Bibbia, l'ho aperta a caso e i miei occhi si sono posati su una pagina degli Atti degli Apostoli Cap.12 dove parla della liberazione miracolosa dal carcere dell'apostolo Pietro, dopo aver letto, ho chiuso il libro e sono rimasto disteso sulla branda. Passò una buona mezzora e sono stato chiamato dall'agente. Mi ha chiesto le generalità compreso la maternità e la paternità, e mi disse: prepari i suoi oggetti personali perché è libero. Io pensavo che scherzasse, ma lui ha insistito, allora ho preparato tutto e sono stato condotto all'ufficio matricola dove mi hanno comunicato ufficialmente la scarcerazione, vidi il cancello del carcere aprirsi e finalmente ero fuori, ho telefonato a mia moglie e venne subito a prendermi, mentre attendevo ho letto il dispositivo della sentenza, e mi sono accorto che avevano commesso un errore perché il dispositivo sanciva la concessione degli arresti domiciliari. Non appena arrivai a casa ho scritto subito una lettera che ho inviato per fax agli organi competenti, evidenziando gli errori, e mi sono posto io stesso agli arresti domiciliari. In ogni caso quella sera il Signore ha esaudito la mia richiesta, ho dormito a casa con la mia famiglia.